l Kowalski editore – Libri
copertina

In libreria: 23 Mar 2006
pagine: 576
prezzo: € 22.00
Sconto 10%: € 19.80
ISBN: 9788874967094

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Spike Lee (con la collaborazione di Kaleem Aftab)

Questa è la mia storia e non ne cambio una virgola

Se il volto di Manhattan è Woody Allen, quello di Brooklyn è Spike Lee.
Unanimemente riconosciuto come uno dei moderni maestri del cinema americano, Lee ha aperto la strada di Hollywood a un mondo largamente inascoltato e trascurato fino al suo avvento: prima di Spike, l'intero universo nero del cinema americano si poteva riassumere nel solo Sidney Poitier; dopo Spike, la rivoluzione: attori come Denzel Washington, Wesley Snipes, Samuel Jackson, Halle Berry e Angela Basset, ma anche produttori, atleti (un caso per tutti: Michael Jordan), bands (Public Enemy, ma anche 50cent)... E' un fatto insomma che innumerevoli talenti afro-americani oggi celeberrimi abbiano avuto per la prima volta gli onori della ribalta grazie a questo personaggio - spesso scomodo, sempre controverso - nato in Georgia ma divenuto il newyorkese per antonomasia.

La prima autobiografia del "piccolo" genio ripercorre la sua storia pellicola dopo pellicola, dedicando un capitolo meticoloso e dettagliatamente documentato a ciascun film della lunga carriera. Le fonti sono innumerevoli: la viva voce di Spike stesso, in primo luogo, ma anche i contributi della sua numerosa famiglia (il padre Bill, jazzista, i fratelli, la sorella Joie - interprete di molti film di Lee e recentemente apparsa nell'episodio dei 'gemelli' di Coffee and Cigarettes di Jim Jarmush), del suo entourage, e delle molte star che hanno collaborato con lui o ci si sono irrimediabilmente scontrate (Quentin Tarantino, protagonista di un'apparizione cameo per Girl 6, lo fu anche di un'epica lite con il regista).
Molti dei film di Lee hanno fatto storia, e tutti hanno suscitato polemiche. I temi sono sempre scomodi - il pregiudizio e la violenza razzista (Fa' la cosa giusta, 1989), le relazioni interrazziali (Jungle Fever, 1991), il crack (Clockers, 1995), la violenza dentro e fuori dal ghetto (S.o.S. Summer of Sam, 1999), l'impossibilità di sfuggire al proprio destino e l'11 settembre (La venticinquesima ora, 2002) -; il trattamento sempre sfrontato, anticonformista e aggressivo.

"Il libro cattura perfettamente l'anima controversa di Lee, e ci restituisce in tutta la sua grandezza l'immagine di un regista che, a soli 48 anni, ha già lasciato un segno indelebile nella storia del cinema mondiale." Variety

"Un potente sguardo sul lavoro e le idee del meno prevedibile fra i registi americani." Booklist

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