Salvo Scibilia
Le maleparole
Catania, anni Sessanta. Ferdinando Astuti è praticante presso lo studio dell'avvocato Rallo che alla retorica forense preferisce la passione più disinvolta - e assai più redditizia - per la politica. Infatti l'avvocato è candidato per la destra in una Sicilia alla difficile ricerca di una stabilità civile e democratica. Le elezioni sono imminenti e al giovane Astuti viene chiesto di scrivere discorsi volti a infiammare l'animo degli elettori. La passione per la bella penna e il bisogno di soldi per l'imminente matrimonio con l'affascinante Angela spingono Ferdinando ad accettare un altro lavoro: il committente è Ignazio Patanè, maturo proprietario terriero, che gli chiede di scrivere la sua biografia. Il patto è subito sancito: prima Ferdinando ascolterà, poi, solo a racconto ultimato, scriverà la biografia. Così il giovane comincia a frequentare la casa del commendatore dove conosce Mirella, la sensuale moglie, che presto diventerà oggetto delle sue più intime fantasie erotiche. Giorno dopo giorno i ricordi riemergono puntuali da un passato che cela risentimenti mai sopiti e ingiustizie mai sanate. Fino alla scoperta di un segreto - quel segreto - che da sempre contrappone Rallo e Patanè.
Romanzo raffinato e dal ritmo serrato, Le maleparole narra di una Sicilia dura e vinta come quella di Tomasi di Lampedusa, rivelando al contempo una Catania erotica e sensuale come quella di Vitaliano Brancati.
Salvo Scibilia nasce a Catania nel 1950 dove si laurea in Scienze Politiche. Copywriter e direttore creativo di Young&Rubicam fino al 2002 e prima ancora in Ogilvy&Mather e Publicis. All'attività di pubblicitario alterna quella di docente di Teoria e tecnica dei mezzi di comunicazione di massa presso l'Università di Catania. Le maleparole è il suo romanzo d'esordio.
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