Albertazzi Maruska
Io sono una tigre
Rosa ha sedici anni. L'hanno mandata in America perché non vedesse morire suo padre malato, affidandola a un amico di famiglia che di lei si prende cura fin troppo...
L'America è fatta di costosi stivali dorati, di morbidi marshmallows che lei non ha voglia di mangiare, di giocatori di football alti e biondi, della fantastica Trisha dalle grandi tette, di finestre che mettono le vertigini.
Il papà è morto. Il Verme glielo ha annunciato con un grosso mazzo di orchidee. È ora di rientrare in Italia per l'ultimo anno di scuola.
A Bologna la aspettano una mamma un po' strega e Francesca, una nuova amica allegra e scatenata, con cui giocare al sesso fra ragazze, alla cocaina, a fare in modo di passare l'esame di maturità.
Ma quell'estate è l'ultima per Francesca. E Rosa è di nuovo sola.
È bella, magra, anche lei è un po' strega, come sua madre, come sua nonna, come tutte le donne della sua famiglia. Gli uomini non possono resistere ai suoi tacchi a spillo, alle sue malie, alla sua attrazione per i loro corpi "decadenti e decomposti". Tutti cadono ai suoi piedi, tutti rimangono vittime della filastrocca d'amore e di morte imparata dalla nonna. Tutti tra le sue braccia diventano bestie, lei li ama e li odia, ne è vittima e carnefice: il Cobra che la prende sulla spiaggia, il Piraña dagli occhi bistrati, l'onorevole Corvo, il Lupo con cui lei tigre si batte in un videogame. E il Verme, l'amico di famiglia che non ha mai smesso di sorvegliare da vicino, troppo vicino, la "sua" bambina. Il Verme, che si merita un trattamento proprio speciale.
Io sono una tigre è il debutto letterario maturo e brillante di una giovane autrice che è riuscita a sublimare senza compiacimento pezzi della sua storia in un romanzo vivace, sottilmente perverso, visionario come un incubo a fumetti, in cui si rincorrono pagine dolci ed erotiche, i cibi assurdi di un'America luccicante e bulimica e i tortellini delle vecchie trattorie bolognesi, humour nero e paure profonde.
Le canzoni di Vasco, le buffe storie dell'infanzia di Rosa, i riti magici in terrazzo scandiscono la cacciata dal paradiso di una ragazza che anche nella disperazione vuole darsi forza, che continua a ripetersi come un mantra "io sono una tigre" e non perde mai la sua autoironia.
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