Maurizio Milani
L'uomo che pesava i cani
Capire il mondo di Maurizio Milani non è facile, ma forse nemmeno così necessario.
Basta farsi accompagnare (lui aggiungerebbe "mano nella mano") sui sentieri sghembi della sua immaginazione sconfinata per perdersi fra risate e poetica disperazione. Chi fosse rimasto colpito da un titolo così originale, sarà curioso di sapere che trovate del genere al Nostro "vengono così, per caso. La prima scelta per questo volume era Regala un cane, non sbagli mai. Mia mamma mi ha insegnato: regala un libro, non sbagli mai. Io invece scelgo il cane. Anche se non si dovrebbe perché poi tenerlo è un impegno..." In queste poche righe c'è tutto Milani: spiazzante, bizzarro, sempre in contropiede. D'altra parte, come avrete notato, alla fine ha cambiato idea. E titolo.
Da vero jazzista della comicità, Maurizio racconta: "A me piace la pop art. Il cabaret per sua natura è come il jazz. Il Davis (Miles, ndr) se tu lo senti non è come il liscio che chiude ta-ta-ra-ta-ta. Il Davis a volte fa dei suoni bellissimi che si perdono... è quella la mia filosofia. Con tutto il rispetto per Casadei, io son disordinato..."
In questo libro (il sesto) le sue stravaganti storie, ancora spinte al limite del paradosso, sono contenute in brevi capitoli divisi per grandi temi: l'amore, la cinofilia, il jet-set, i misteri dell'universo e i fenomeni da circo, oltre ai tradizionali oroscopi iperspecifici ("a costo di sbagliare e di rovinarmi la reputazione...")
Ma i suoi più affezionati lettori non si spaventino, gli antieroi milaniani ci sono sempre: il professor Zecchi e la sua poltrona da dentista a pedali in uso nel Far West, Luciano Moggi consulente assicurativo, "uno di Dolce & Gabbana, quello piccolo", Giuliano Ferrara e Maurizio Mosca che litigano durante un trasloco, Merini Alda, Rossi Paolo, Jannacci Enzo e Capossela Vinicio alle prese con un'esilarante prova d'abilità e, per la prima volta sulle pagine del più letterario fra i comici, un vero personaggio da romanzo: l'Uomo Cisterna e le sue straordinarie avventure.
Alla fine, dopo aver riso forte e senza vergogna, ci si accorge che il mondo assurdo di Milani non è poi così lontano dal nostro.
Prefazione di Antonio Cornacchione
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